Uso personale e per spaccio di cannabis

In Italia, tutte le situazioni di detenzione di sostanze stupefacenti non riconducibili al solo uso personale costituiscono un illecito penale (cioè un reato). La detenzione di sostanze stupefacenti a fini di consumo privato è invece un illecito amministrativo, che prevede comunque sanzioni severe e conseguenze da non sottovalutare.

La materia è disciplinata dal DPR 309/90, che ha subito negli anni diverse modifiche, in particolare a opera della legge 49/2006 (più nota come decreto Fini-Giovanardi) e del “pacchetto sicurezza” emanato ad agosto 2009.
La detenzione non a fini di uso personale (art. 73) è un reato punito con la detenzione da 6 a 20 anni; se si tratta di un fatto di “lieve entità” (come stabilisce il quinto comma dell’articolo 73) le pene sono comprese tra 1 e 6 anni.
Possedere sostanza stupefacente in quantità superiore a quella indicata per ciascuna sostanza in un apposito decreto del ministero della Salute è uno degli elementi che fanno presumere una detenzione a fini non esclusivamente di uso personale: poiché quello che conta è l’eventuale superamento di una determinata quantità di principio attivo, la sostanza sequestrata viene sottoposta a specifiche analisi chimiche che permettono di valutare la effettiva presenza di sostanza “pura” e, di conseguenza, se procedere con una denuncia penale o con una segnalazione amministrativa.

Bibliografia